Vaccino antinfluenzale riduce il rischio di infarto?

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Fra coloro in cui è indicata la vaccinazione antinfluenzale vi sono i pazienti con malattie cardiovascolari. L’importanza della vaccinazione in queste persone va al di là del suo effetto sulla prevenzione dell’infezione e delle sue complicanze respiratorie: vaccinarsi contro l’influenza protegge anche dagli eventi cardiovascolari acuti, come infarti e ictus. Esiste infatti una ‘relazione pericolosa’ fra infezioni respiratorie ed eventi cardiovascolari, un dato che potrebbe a prima vista sorprendere, ma che è stato dimostrato da un gran numero di ricerche. Si tratta di osservazioni che possono avere un notevole impatto sulla salute della popolazione se si considera come le patologie cardiovascolari ischemiche costituiscano una delle principali cause di malattia e di mortalità nei paesi industrializzati.

Vaccinazione antinfluenzale e rischio cardiovascolare

Considerando la correlazione dimostrata fra infezioni respiratorie ed eventi coronarici è lecito supporre che la prevenzione dell’influenza possa avere un impatto favorevole anche sul rischio di eventi coronarici acuti. E qui entra in gioco il vaccino che potrebbe consentire, con una sola iniezione annuale, di ridurre il numero di eventi. Ovviamente si tratta di un argomento su cui hanno indagato in molti. Una delle cose che si è cercato di fare è stato di confrontare l’incidenza di infarti o di eventi coronarici acuti nelle persone che erano state vaccinate, rispetto alla popolazione non vaccinata. Diverse ricerche hanno documentato l’effetto protettivo del vaccino: per esempio nel corso di due studi in cui sono stati vaccinati pazienti che avevano avuto un primo infarto, è stato possibile ridurre rispettivamente del 67% e del 49% l’incidenza di un nuovo infarto nel corso della stagione successiva; non tutte le indagini condotte hanno tuttavia confermato queste osservazioni. D’altra parte, un recente studio australiano mostra come la vaccinazione riduca il rischio del 45%, mentre altre osservazioni indicano la sua capacità di proteggere anche dall’ictus: in due differenti ricerche la riduzione del rischio è stata rispettivamente del 50 e del 54%.
Il possibile effetto protettivo della vaccinazione antinfluenzale è stato valutato anche con i cosiddetti studi di coorte. Si tratta di ricerche in cui gruppi di persone (per esempio individui vaccinati per l’influenza) vengono seguiti nel tempo per valutare il verificarsi di un eventuale evento (per esempio un infarto). In effetti questo tipo di studi non ha fornito risultati univoci: in alcuni casi si è registrata una riduzione dei ricoveri per eventi cardiaci e cerebrovascolari, in altri non si sono osservate differenze. Risultati contrastanti sono stati ottenuti anche con un’altra vaccinazione, quella antipneumococco, per cui, nonostante i dati disponibili suggeriscano i vantaggi della co-somministrazione dei due vaccini nella prevenzione delle patologie respiratorie e delle relative complicazioni e mortalità, sono ancora dubbi i possibili effetti additivi nel campo della prevenzione cardiovascolare.

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Bibliografia scientifica di seguito: