Un vaccino come trattamento dell’ipertensione

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Una puntura per ridurre la pressione: la nuova frontiera per il trattamento dell’ipertensione

Secondo una nuova ricerca pubblicata su Hypertension, giornale dell’American Heart Association, in futuro un vaccino potrebbe contribuire a ridurre la pressione sanguigna fino a sei mesi, e risultare un nuovo trattamento dell’ipertensione. L’idea, senza dubbio originale, viene dalla Svizzera e i risultati delle prime prove sull’uomo sono stati ufficialmente presentati al 17mo Meeting della Società europea dell’ipertensione.
Lo studio sui topi potrebbe fornire una nuova alternativa per il trattamento dell’ipertensione per le persone, che non dovrebbero più aver bisogno di prendere una pillola al giorno. “Il potenziale di un vaccino per l’ipertensione è quello di offrire un trattamento innovativo che potrebbe rivelarsi molto efficace nel controllo della non aderenza, che è uno dei problemi principali nella gestione dei pazienti ipertesi”, ha affermato Hironori Nakagami, coautore dello studio e professore alla Osaka University in Giappone.

Il vaccino, chiamato con la sigla CYT006-AngQb e somministrato per iniezione a un centinaio di persone ipertese, ha dimostrato di ridurre i livelli della pressione senza particolari effetti collaterali. «È la prima prova concreta — ha commentato Martin Bachmann, dell’azienda svizzera che lo produce e che lo ha sperimentato in collaborazione con l’Ospedale universitario di Zurigo — che il principio funziona». Il principio di questo innovativo trattamento dell’ipertensione è lo stesso di tutti gli altri vaccini, di quello contro l’influenza, per esempio, o di quello contro l’epatite: si stimola l’organismo a difendersi contro un «nemico» che, nel caso dell’ipertensione, non è un virus, ma una sostanza chiamata angiotensina II. L’angiotensina II è un potente vasocostrittore che provoca un restringimento delle arterie e aumenta la pressione del sangue: questa sostanza viene prodotta alla fine di un complesso meccanismo di regolazione della pressione, chiamato sistema renina angiotensina, che coinvolge ormoni diversi prodotti da organi diversi. Il vaccino non fa altro che neutralizzarla, riducendo così i livelli pressori: basterebbe un ciclo di vaccinazione, seguito poi da iniezioni di richiamo, per mantenere l’effetto nel tempo di questo futuro trattamento dell’ipertensione.

«Un vaccino di questo tipo — dice Enrico Agabiti Rosei dell’Università di Brescia, Presidente della Società italiana di ipertensione — avrebbe il vantaggio di aumentare l’aderenza alla cura. Molti pazienti, infatti, non prendono correttamente i farmaci o modificano la terapia e il risultato è una pressione fuori controllo. I tempi per un vaccino saranno però lunghi». Oggi gli ipertesi ben controllati nel trattamento dell’ipertensione sono soltanto il 20-25 per cento e, dal momento che l’ipertensione rappresenta un fattore di rischio per incidenti cardiovascolari come infarto o ictus, si capisce come sia importante seguire la terapia e mantenere i livelli di pressione nei limiti considerati normali. E a questo proposito, al meeting di Milano verranno presentate le nuove linee guida per il trattamento dell’ipertensione. «I farmaci oggi disponibili — continua Agabiti Rosei — sono numerosi e, se somministrati in associazione, permetterebbero un buon controllo della pressione fino al 90 per cento dei casi. Rimangono alcuni casi refrattari, in cui la terapia funziona poco, che riguardano anziani o diabetici o persone che assumono droghe come anfetamine o cocaina ».

 

Articolo scientifico originale:

http://www.popsci.it/un-vaccino-per-ridurre-lipertensione-in-modo-prolungato-possibile.html