Pressione alta e ictus: ecco come predire il rischio

199

Recenti studi hanno evidenziato come il controllo del trend pressorio possa essere utile per predire l’ictus, ecco quindi che uno stretto legame tra pressione alta e ictus viene nuovamente rilevato, ma questa volta c’è di più!

Ebbene sì gli esperti sono d’accordo sull’importanza che ricopre il buon monitoraggio della pressione arteriosa. Come abbiamo specificato più volte, infatti, è più importante l’andamento pressorio della singola misura.
L’ictus, come del resto tutte le malattie cardiovascolari, può essere causato da fattori modificabili e non modificabili. Tra quelli modificabili troviamo al primo posto l’ipertensione arteriosa, seguita da diabete, sovrappeso (obesità), ipercolesterolemia, sedentarietà, fumo e abuso di alcol. Tali fattori vengono definiti “modificabili” in quanto possono essere corretti migliorando le abitudini di vita quotidiane.

Lo studio sul legame tra pressione alta e ictus

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension, da Marileen Portegies e colleghi dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam, tenere sotto stretto controllo il trend pressorio delle persone di mezza età può predire l’insorgenza di eventi cardiaci come l’ictus. Ciò permette di prevenire ogni danno causato da esso.

Gli esperti hanno ancora una volta confermato come l’ipertensione arteriosa sia davvero il peggior nemico per la salute del nostro cuore. Questa infatti se non controllata aumenta spaventosamente il rischio di ictus in tutti i soggetti di età compresa tra i 50 e i 75 anni. Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno studiato 6745 soggetti olandesi residenti in un sobborgo di Rotterdam di età compresa tra 55 e 106 anni, per un lasso di tempo di circa venti anni.
Marileen Portegies e colleghi hanno classificato quattro distinti modi in cui i valori pressori possono evolvere:

  • Tipo 1: graduale aumento da valori normali di 120 mmHg a elevati (160 mmHg), che risulta essere la modalità di evoluzione più comune;
  • Tipo 2: rapido aumento da normali a valori molto elevati di 200 mmHg;
  • Tipo 3: persone di mezza età che avevano già livelli di pressione moderatamente alti (140 mmHg), che però non variano nel tempo e restano costanti
  • Tipo 4: persone di mezza età con valori pericolosamente elevati (160 mmHg), in riduzione dopo i 65 anni e sottoposti a terapia farmacologica

Secondo le analisi condotte dai ricercatori, il rischio di morte per ictus e per tutte le altre malattie cardiovascolari è maggiore nei tipi 2 e 4.
Le persone con evoluzione dei valori pressori di tipo 3 hanno il maggior rischio di ictus, ma minori probabilità di morte per altre malattie.
Infine, il tipo 1 comporterebbe un rischio di morte ridotto sia per ictus sia per eventi non ictus (infarto miocardico acuto, scompenso di cuore e malattie renali, eccetera).

Ancora una volta la regola alla base della buona prevenzione è il monitoraggio costante nel tempo dei livelli di pressione arteriosa, solo così infatti, potremo avere sotto controllo il nostro trend pressorio e potremo predire eventi gravi come l’ictus.

Pressione alta e ictus? Da oggi saremo in grado di predire la probabilità di eventi cardiovascolari controllando l’andamento dei valori di pressione arteriosa nel tempo. Il primo metodo per prevenire gli eventi cardiovascolari è conoscerne le cause!

Bibliografia scientifica di seguito: