La lattina alza i valori pressori?

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Quante volte ci capita di consumare bibite in lattina, fresche e dissetanti? Non dobbiamo rinunciare al loro gusto ma preferire bottiglie di plastica e vetro alla metallica latta. Il consumo di bevande in lattina, infatti, non solo aumenta la concentrazione di bisfenolo A nel sangue, ma si associa a un incremento dei valori pressori nelle due ore successive. Ecco, in sintesi, i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension e portato a termine da Sanghyuk Bae del dipartimento di Medicina preventiva, della Seoul national university in Corea del sud assieme ai suoi colleghi. «Il bisfenolo A è un prodotto chimico usato nella produzione di resine plastiche di policarbonato ed epossidiche usate in una vasta gamma di prodotti tra cui bottiglie di plastica, contenitori per alimenti e nel rivestimento interno delle lattine» spiega il ricercatore, sottolineando che, data la diffusione del composto, l’esposizione al bisfenolo A è stata rilevata in oltre il 95% della popolazione degli Stati Uniti. Inoltre studi epidemiologici hanno riferito un’associazione tra il composto ed effetti negativi sull’apparato riproduttivo e cardiovascolare, questi ultimi in termini di aumento della pressione sanguigna e variabilità del ritmo cardiaco. I ricercatori coreani sono partiti proprio da questi presupposti per verificare se il consumo di bevande in lattina e il conseguente aumento di esposizione a bisfenolo A fosse in grado di modificare i due parametri pressori. È stato svolto uno trial controllato su 60 partecipanti ultrasessantenni cui è stata fornita la stessa bevanda in bottiglia di vetro o lattina ed è emerso che la pressione sanguigna aumenta e c’è variabilità del ritmo cardiaco due ore dopo il consumo. «Rispetto alla bottiglia di vetro, con la lattina la pressione arteriosa sistolica è aumentata di circa 4,5 millimetri di mercurio (mmHg), riprende il professor Bae, sottolineando che questi dati dimostrano come le bevande in lattina si associno a un aumento sia dell’esposizione al bisfenolo A sia dei valori pressori.
Note della direzione medica: secondo gli aggiornamenti di novembre 2014 della FDA (Food and Drug Administration) a seguito di una review di diversi studi da parte di specialisti, non si sono evidenziate prove che portassero a ritenere il bisfenolo A, presente all’interno dei contenitori di cibo, nocivo. I medici ricordano però che tutte le sostanze chimiche, se assunte in eccesso e per lunghi periodi, sono dannose.

Di seguito gli articoli scientifici: