Ipertensione da camice bianco: il medico alza la pressione

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Sbiancare d’ipertensione

Si chiama ipertensione da camice bianco quell’innalzamento dei valori pressori che si verifica quando la pressione sanguigna è misurata da un medico.

Cos’è l’ipertensione da camice bianco?

L’ipertensione da camice bianco si verifica nel 20% delle persone con pressione alta. In queste persone vengono rilevati valori elevati della pressione del sangue solo in presenza di un medico o di un infermiere oppure in ospedale. I valori tornano su livelli normali quando il soggetto lascia lo studio medico o l’ospedale. La “reazione da camice bianco” descrive pertanto i soggetti che in ambienti clinici manifestano valori più elevati di pressione del sangue rispetto ad altri ambienti. Questa condizione è stata osservata grazie allo sviluppo di dispositivi in grado di misurare la pressione del sangue nell’arco delle 24 ore. Pertanto il medico può chiedere di effettuare questo tipo di analisi, nota come monitoraggio ABPM, per verificare se i valori elevati riscontrati con misurazioni tradizionali sono effettivamente presenti.

L’ipertensione da camice bianco è innocua?

Sebbene l’ipertensione da camice bianco non sia un fenomeno normale (poiché non viene riscontrata in tutti i soggetti), il rischio per chi è affetto da questa condizione è significativamente minore rispetto ai pazienti con pressione stabilmente alta. Tuttavia, con l’età queste persone possono soffrire di pressione alta. Pertanto, una volta diagnosticata la presenza di ipertensione da camice bianco, può non essere necessario fare ricorso immediato a farmaci, ma esiste il rischio che più avanti negli anni la pressione si stabilizzi su valori alti. È pertanto importante misurare ogni anno la pressione del sangue. Occorre naturalmente anche agire in presenza di altri fattori di rischio.

Per saperne di più

Su questo argomento si è discusso al 19° Congresso della Società Europea dell’Ipertensione – ESH a Milano, sotto la presidenza del professor Giuseppe Mancia, che commenta i risultati emersi in un sottostudio del PAMELA (Pressioni Arteriose Monitorate E Loro Associazioni) condotto in dieci Centri su duemila persone in tutta la Brianza. Ci sono persone che con l’automisurazione in casa, rivelano normali valori di pressione arteriosa e quindi stanno tranquilli. Ma questa tranquillità va in fumo quando le stesse persone si recano nell’ambulatorio del medico e si sottopongono ad un controllo. La colpa dei livelli più alti è attribuita all’emozione che il paziente prova quando si trova davanti al medico, teme il responso, si agita. «Purtroppo – dice il professore Giuseppe Mancia- lo studio ha dimostrato che l’ipertensione da camice bianco non è da sottovalutare. Tutt’altro. A distanza di dieci anni i pazienti che si emozionano e fanno salire la pressione arteriosa rischiano tre volte di più di diventare ipertesi rispetto ad un soggetto che è normoteso ».
Questa condizione è nota come ipertensione da camice bianco, nonostante ne sia stata proposta una definizione più descrittiva e meno meccanicistica, quale “ipertensione clinica isolata”. Tale definizione è preferibile in quanto l’incremento pressorio rilevato mediante la misurazione ambulatoria non corrisponde all’incremento dei valori di pressione legato alla presenza del medico o dell’infermiera, che rappresenta il vero “effetto da camice bianco”.
Gli studi disponibili dimostrano che l’ipertensione clinica isolata si riscontra nel 15 per cento della popolazione generale ed è responsabile di una percentuale non trascurabile di casi (un terzo o più) di ipertensione. La diagnosi di ipertensione clinica isolata dovrebbe essere posta in tutti quei pazienti nei quali la pressione clinica risulti superiore ai 140/90 mmHg in almeno 3 occasioni, mentre la pressione media delle 24 ore e i valori medi diurni, rilevati mediante il monitoraggio ambulatorio, risultano nel range di normalità.

Di seguito gli articoli scientifici: