Impegno cardiocircolatorio nello sport

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A ognuno il proprio sport seguendo la classificazione giusta

Nasce l’esigenza di una classificazione degli sport aggiornata, esauriente e, soprattutto, rappresentativa delle risposte fisiologiche dell’organismo nelle varie discipline. La possibilità di scegliere l’attività più idonea alle proprie attitudini è una peculiarità non trascurabile delle suddivisioni degli sport.

Esistono varie modalità di classificazione basate da un lato sulle prevalenti sorgenti energetiche utilizzate nel lavoro muscolare (anaerobiche o aerobiche) e dall’altro sulle caratteristiche biomeccaniche proprie dei gesti sportivi delle singole discipline. In base alle riserve energetiche utilizzate dall’organismo si distinguono attività anaerobiche, alattacide o lattacide, ed attività aerobiche.

Per  attività aerobica si intende un’attività a bassa intensità e lunga durata. L’attività e gli sport aerobici più praticati sono ad esempio: la camminata, la corsa (o jogging), il ciclismo, il nuoto a bassa intensità, lo sci di fondo, la cyclette ed il tapis roulant.
Per attività anaerobica s’intende un’attività di potenza nella quale, in un breve lasso di tempo, ci si sottopone ad uno sforzo intenso, tecnicamente chiamato massimale, che non può essere prolungato nel tempo perché potrebbe causare la presenza di acido lattico. È proprio la produzione o meno di quest’ultimo a distinguere le attività anaerobiche in lattacide o alattacide. Sono attività di tipo anaerobico corsa veloce , salti , sollevamento pesi. Tuttavia, esistono anche attività di tipo aerobico-anaerobico alternato come la maggior parte degli sport di squadra.

In relazione all’impegno cardiocircolatorio la classificazione delle attività sportive si basa sull’analisi del comportamento di alcuni parametri di facile rilievo, quali la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. La valutazione obiettiva dell’impegno cardiovascolare appare uno degli elementi determinanti nella formulazione del giudizio di idoneità o inidoneità soprattutto negli atleti portatori di cardiopatie lievi o anomalie elettriche, che generalmente implicano ai fini della normale vita di relazione un rischio minimo o del tutto assente, che può invece divenire significativo in funzione della pratica sportiva.

L’analisi ha permesso di individuare 4 gruppi:
Gruppo A: attività sportive con impegno cardiocircolatorio di tipo neurogeno caratterizzato da incrementi principalmente della frequenza cardiaca da minimi a moderati dovuti, soprattutto in competizione, alla componente emotiva. Rientrano tra questi bocce, bowling, golf, pesca sportiva, sport di tiro, bridge,dama, scacchi.
Gruppo B: attività sportive con impegno cardiocircolatorio di tipo neurogeno caratterizzato da incrementi principalmente della frequenza cardiaca da medi ad elevati. Comprendono automobilismo, motociclismo, equitazione, paracadutismo, vela.
Gruppo C: attività sportive con impegno cardiocircolatorio di tipo prevalentemente pressorio  caratterizzate da frequenza cardiaca da elevata a massimale. I più noti sono atletica leggera, ciclismo (velocità, mountain bike downhill, BMX) , ginnastica artistica, nuoto sincronizzato, pesistica, sci, tuffi.
Gruppo D: Attività ad impegno cardiocircolatorio da medio ad elevato. Costituito da due sottocategorie:
D1:   caratterizzate da variabile andamento della frequenza cardiaca. Si considerano tali badminton, baseball, calcio, calcio a cinque, football americano, lotta, judo, karate, taekwondo, pallacanestro, pallamano, pallavolo, beach volley, rugby, scherma, tennis.
D2:   caratterizzate da regolari incrementi submassimali o massimali della frequenza. Ne fanno parte atletica leggera (mezzofondo, fondo, marcia, maratona, ultramaratona, corsa in montagna, corsa campestre), canottaggio, ciclismo (corsa a punti, americana, linea, cronometro individuale, mountain bike cross country), danza sportiva, nuoto, pattinaggio sul ghiaccio, pattinaggio a rotelle.

Vi ricordiamo che prima di avvicinarsi a un nuovo sport è sempre meglio chiedere un parere clinico, per non rischiare che l’attività fisica sia dannosa per il nostro organismo, nonostante lo sport sia un ottimo rimedio naturale per la pressione alta.

 

Bibliografia scientifica di seguito: