Freddo e pressione alta

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Proteggiamoci da freddo e pressione alta.

Con l’arrivo dell’inverno e delle temperature basse degli ultimi giorni, arrivano anche una serie di disturbi più o meno seri, dagli effetti sgradevoli, soprattutto nelle persone che hanno qualche problema di cuore (pressione alta, ecc.) che si possono evitare imparando ad “ascoltare” il proprio corpo.
La pressione arteriosa è data dal prodotto delle resistenze vascolari per la frequenza cardiaca. Si parla di ipertensione, per definizione, quando la pressione è superiore ai 140/90 millimetri di mercurio (mmHg). È importante però tenere conto dell’andamento generale e delle differenze con la pressione precedente di ogni individuo.
Il malato iperteso, durante l’inverno deve tenere più frequentemente sotto controllo la pressione, perché può succedere che le temperature basse causino un aumento dei valori pressori, in alcuni casi potrebbe essere necessario aumentare la terapia che si sta già assumendo. Ciò avviene perché l’abbassamento della temperatura comporta la costrizione dei vasi sanguigni, di conseguenza si ha un aumento delle resistenze vascolari periferiche e quindi della pressione.
Il paziente iperteso spesso è asintomatico, e il danno d’organo secondario ai valori elevati di pressione, generalmente si manifesta lentamente e tardivamente. Pertanto diventa di fondamentale importanza il controllo periodico della pressione e l’adeguamento della terapia con lo scopo di prevenire le eventuali complicanze. Come d’estate di solito la terapia viene ridotta o addirittura eliminata, d’inverno succede il contrario, la pressione aumenta e il trattamento farmacologico potrebbe richiedere modifiche.
Il freddo è nemico soprattutto delle persone che hanno già avuto problemi cardiaci, soprattutto chi soffre di cardiopatia ischemica cronica. Il freddo infatti può scatenare degli spasmi coronarici.
Fattori che possono determinare una crisi anginosa o scatenare un infarto, sono gli stress psico-fisici, il freddo, il fumo, un’alimentazione abbondante e troppo ricca di grassi e zuccheri, insomma, tutto ciò che richiede un aumento del lavoro del cuore per rispondere alle richieste metaboliche del corpo. È necessario mantenere uno stile di vita sano, un’alimentazione corretta soprattutto d’inverno quando invece si tende ad assumere cibi più grassi, seguire una dieta variata, consumando molto frutta e verdura, non eccessivamente ricca di carboidrati, grassi e proteine, preferendo il pesce e le carni bianche. Un mito da sfatare, per i cardiopatici, è la classica passeggiata digestiva dopo pranzo, soprattutto dopo un pasto abbondante. Anzi, altamente sconsigliata, perché la maggior parte del sangue è concentrato a livello gastroenterico, se si richiede anche uno sforzo muscolare per cui il cuore deve pompare più sangue per consentire ai muscoli un corretto funzionamento. Di conseguenza il cuore è costretto a ‘lavorare’ di più, in questo senso i rischi di un evento cardiovascolare sono più elevati.

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Bibliografia scientifica di seguito: