Fattori di rischio di un evento cardiovascolare

68

I fattori di rischio sono quelle caratteristiche derivanti da abitudini e stili di vita non corretti, fattori ambientali e biologici, che, se presenti in un soggetto esente da manifestazioni cliniche della malattia, predicono la probabilità di ammalarsi o avere un evento cardiovascolare in un certo periodo di tempo. Sono causati soprattutto da alimentazione non salutare, abitudine al fumo, inattività fisica.

Ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete e obesità sono i principali fattori che aumentano il rischio di andare incontro a una malattia cardiovascolare.

Condizioni di rischio e stili di vita:

Ipertensione: pressione arteriosa sistolica ≥140 o diastolica ≥95 mmHg o trattamento specifico

Ipercolesterolemia: colesterolemia ≥240 mg/dl o trattamento specifico

Colesterolemia – HDL bassa: ≤40 mg/dl negli uomini e ≤50 mg/dl nelle donne

Colesterolemia – LDL elevata: ≥115mg/dl

Ipertrigliceridemia: trigliceridemia ≥150 mg/dl

Iperglicemia: glicemia a digiuno compresa tra 110 e 125 mg/dl

Diabete: glicemia a digiuno ≥126 mg/dl o trattamento specifico

Sindrome metabolica: presenza di tre o più delle seguenti condizioni:

  • obesità addominale (circonferenza vita ≥102 cm negli uomini e ≥88 cm nelle donne)
  • alterata regolazione della glicemia (glicemia a digiuno ≥110 mg/dl) o pregressa diagnosi di diabete
  • trigliceridemia elevata (≥150 mg/dl)
  • colesterolemia – HDL bassa (≤40 mg/dl negli uomini e ≤50 mg/dl nelle donne)
  • pressione arteriosa elevata (≥130/85 mmHg) o in trattamento antipertensivo

Abitudine al fumo: viene considerato fumatore chi fuma anche solo una sigaretta al giorno, a settimana o al mese; sono rispettivamente considerate “mai fumatori” ed “ex fumatori” quelle persone che non hanno mai fumato o che hanno smesso di fumare da almeno un anno.

Sovrappeso: indice di massa corporea (IMC) 25,0-29,9 Kg/m²

Obesità: indice di massa corporea (IMC) ≥ 30 Kg/m²

Adiposità addominale:

  • circonferenza vita ≥102 cm negli uomini e ≥88 cm nelle donne (misurazione considerata per descrivere l’adiposità addominale nelle indagini OEC)
    oppure
  • rapporto vita/fianchi ≥0,95 negli uomini e ≥0,85 nelle donne

Sedentarietà: descrive la sedentarietà nel tempo libero e nell’attività lavorativa

Rischio cardiovascolare globale assoluto: probabilità di essere colpiti da un evento fatale o non fatale coronarico o cerebrovascolare nei successivi 10 anni. È costruito sulla base di otto fattori di rischio (età, sesso, abitudine al fumo, diabete, colesterolemia totale e HDL, pressione sistolica, terapia antipertensiva). E’ calcolabile negli individui di età compresa tra 35 e 69 anni esenti da un precedente evento cardiovascolare.
L’emoglobina glicata: è la misura standard per monitorare il controllo del glucosio nelle persone affette da diabete nel lungo termine, cioè nell’arco degli ultimi 3 mesi trascorsi,  ed è un marker di futuro rischio cardiovascolare. La fruttosamina e l’albumina glicata sono marcatori del controllo glicemico a breve termine, ma le loro associazioni con gli eventi cardiovascolari non sono ancora ben definite.
Su Circulation sono stati misurati i valori di albumina glicata e fruttosamina in 11.104 pazienti con e senza diabete tra il 1990-1992 in basale e  valutate le associazioni di fruttosamina e albumina glicata con rischio di malattia coronarica, ictus ischemico, insufficienza cardiaca e mortalità e infine confrontato le associazioni a quelli osservati per emoglobina glicata.
Nel corso di due decenni di follow-up ci sono stati 1.096 nuovi casi di malattia coronarica, 605 di ictus ischemico, 1.432 di insufficienza cardiaca, e 2.860 decessi. Le concentrazioni basali elevate di fruttosamina e albumina glicata sono risultate significativamente associate a ciascuno dei risultati, con particolare forti associazioni nei diabetici. Le associazioni erano di valore simile a quelle osservate per emoglobina glicata. In conclusione, sono necessari ulteriori studi per capire meglio le associazioni tra evento cardiovascolare e questi markers, quello che è stato scoperto di certo è che la fruttosamina e l’ albumina glicata sono correlate con gli eventi cardiovascolari e alla mortalità.

 

Bibliografia scientifica di seguito: