Elettroliti e pressione arteriosa

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Elettroliti e pressione arteriosa un delicato equilibrio

Gli elettroliti sono sostanze fondamentali per il corretto funzionamento di tutte le cellule del nostro organismo: dal cervello alla pelle. Gli elettroliti (come sodio, potassio magnesio e altri) sono cruciali nel consentire alle cellule di regolare le loro attività, nel mantenere la stabilità del loro rivestimento e nel condizionarne totalmente il funzionamento. Essi generano elettricità, determinano l’attivazione delle proteine che contraggono i muscoli, muovono e regolano le quantità d’acqua e, quindi, di tutti i fluidi presenti nel corpo. Sono parte attiva  in una miriade di altre attività. Il mantenimento dell’equilibrio delle concentrazioni di elettroliti include anche la stimolazione del meccanismo della sete quando il corpo è soggetto a disidratazione. L’equilibrio degli elettroliti è molto delicato ed ammette pochissime variazioni: queste leggere variazioni possono modificare lo stato di salute (od esserne il risultato di altre malattie che compromettono l’equilibrio come le malattie del rene).

Il progetto minisal-gircsi: sodio, potassio e iodio nella dieta degli italiani è uno studio svolto su tre campioni di popolazione distribuiti nelle diverse regioni italiane: popolazione adulta, infantile e ipertesa. Riportiamo lo svolgimento dello studio e i risultati della parte ipertesa.

Il campione di popolazione ipertesa, selezionato in 47 centri regionali riconosciuti dalla SIIA (Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa), è formato da 1284 soggetti (658 uomini e 626 donne), in terapia antipertensiva (farmacologica o non), già sottoposto a screening diagnostico e valutazione del danno d’organo (le situazioni nelle quali il persistere della pressione alta ha provocato una sofferenza degli organi chiave: in primo luogo reni, cuore e cervello). La popolazione è stata divisa per collocazione geografica (Nord, Centro e Sud), per sesso, età e indice di massa corporea (IMC). Il consumo di sale (stimato in base all’escrezione urinaria di sodio nelle 24 ore) è risultato significativamente più alto negli uomini rispetto alle donne (10.0 e 7.8 g al giorno, rispettivamente). Tale consumo era più elevato rispetto alle raccomandazioni OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di 5g/die nel 91% degli uomini e nell’81% delle donne. Per quanto riguarda l’apporto alimentare di potassio (stimato attraverso la potassiuria delle 24 ore), esso è parimenti più basso nelle donne rispetto agli uomini (2.2 e 2.5 g/die, rispettivamente). Soltanto l’8% degli uomini e il 5% delle donne avevano un apporto di potassio con la dieta pari o superiore a 3.9g/die, il livello raccomandato ai fini della prevenzione cardiovascolare. Il rapporto sodio/potassio era, in media, di 3 e 2.7, rispettivamente negli uomini e nelle donne, significativamente più elevato rispetto al livello desiderabile (<1).

Vi ricordiamo che un apporto smisurato di sodio nella dieta di ogni giorno non giova alla pressione alta e all’apparato cardiovascolare in generale.

 

Bibliografia scientifica: