Effetti delle bevande energetiche

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Le bevande energetiche vengono spesso consigliate a quelle persone che fanno molto sport e che quindi avranno un dispendio energetico molto alto, il problema è che queste bevande nella maggior parte dei casi vengono consumate indistintamente anche da persone che di sforzi fisici non ne fanno. Per questo motivo gli esperti hanno lanciato un allarme per frenare il consumo smodato di queste bibite.

Diversi studi hanno evidenziato come le bevande energetiche intervengano in modo negativo sul sistema cardiovascolare aumentando il battito cardiaco e la pressione arteriosa. Questi sono veri e propri fattori di rischio che innalzano le possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari anche gravi e per questo vanno combattuti.

In che modo le bevande energetiche interagiscono con il nostro organismo?

I ricercatori dell’University of the Pacific a Stockton e del David Grant Medical Center sono stati in grado di determinare che il consumo di bevande energetiche apporta effetti negativi sulla salute cardiovascolare. Queste bevande hanno livelli molto elevati di caffeina e taurina, che sono due ingredienti in grado di aumentare la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, contribuendo ad aumentare il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari.

Uno studio del 2007, presentato al Scientific Sessions dell’American Heart Association, aveva già identificato un legame simile tra il consumo di energy drink e aumento del rischio di malattie cardiache. I ricercatori per arrivare a queste conclusioni avevano misurato l’intervallo del QT di 93 persone dopo il consumo di 1-3 lattine di bevande energetiche. È emerso che coloro che bevevano bibite energetiche avevano un intervallo QT più lungo: ogni lattina aumentava di 10 millisecondi l’intervallo.

Cosa si intende per intervallo QT?

Il termine “intervallo QT” si riferisce ad una misurazione del tempo che intercorre tra l’onda Q e l’onda T, che descrivono l’attività elettrica nelle camere inferiori del cuore, i ventricoli. È un valore che dipende da quanto velocemente si susseguono i battiti cardiaci, più veloce è la frequenza cardiaca minore è l’intervallo QT. I tempi che scandiscono questo andamento sono controllati con scrupolosa precisione dal corpo e normalmente questo intervallo dura circa un terzo di ogni ciclo di battito cardiaco.
Le bevande energetiche posso causare una condizione chiamata “Sindrome del QT lungo” in cui questo intervallo dura più del normale, provocando un battito alterato e pericoloso per il paziente.

Un altro studio più recente ha confermato quanto detto: il consumo smodato di bibite energetiche è dannoso per la salute del nostro cuore.
Sono stati studiati i cambiamenti di 27 volontari sani di età compresa tra i 18 ei 40. I soggetti hanno assunto due lattine di una bevanda energetica o una bevanda placebo una volta al giorno, ogni sei giorni, per tre settimane. Né i volontari né i ricercatori sapevano chi assumeva la bevanda energetica fino alla fine delle tre settimane. Nel periodo di studio sono stati misurati il ritmo cardiaco e la PA prima del consumo e 4 volte in 6 ore dopo il consumo ed è stato riscontrato un aumento significativo dei livelli di pressione arteriosa, di frequenza cardiaca e della durata dell’intervallo QT (durata maggiore di circa 6ms). Queste tre condizioni, se presenti contemporaneamente, aumentano notevolmente il rischio di incorrere in eventi cardiovascolari gravi rispetto alla presenza di uno solo o due di questi fattori.

Per questo motivo vi consigliamo di non esagerare con il consumo di bevande energetiche che possono causare gravi problemi a tutto il sistema cardiovascolare. Vi ricordiamo che l’incremento della frequenza cardiaca unito all’innalzamento dei livelli di pressione arteriosa dovuto dal consumo spesso eccessivo delle bevande energetiche può essere dannoso per la salute del nostro cuore perché aumenta esponenzialmente il rischio di sviluppo di malattie cardiovascolari.

 

Bibliografia scientifica di seguito: