Antibiotici macrolidi e malattie cardiovascolari

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Studi dimostrano come alcuni antibiotici aumenterebbero il rischio di aritmie ventricolari e di morte cardiaca improvvisa.

Già nel 2012 è stato dimostrato da alcuni studi che alcuni antibiotici macrolidi (usati in medicina per la cura di specifiche infezioni batteriche e che contengono principi attivi quali azitromicina, claritromicina ed eritromicina) possono generare un’attività proaritmica (attività cardiaca accelerata e irregolare) e il loro utilizzo si associava a un aumento del rischio di morte improvvisa. Finora l’azitromicina si pensava avesse una cardiotossicità minima, invece in recenti studi si è notato che anche l’azitromicina può aumentare il rischio di morte cardiovascolare.
Uno studio condotto nel Tennessee ha permesso di confrontare i dati relativi a 347.795 prescrizioni di azitromicina rispetto a 1.391.180 dati relativi a soggetti non trattati con antibiotici, 1.348.672 prescrizioni di amoxicillina, 264.626 prescrizioni di ciprofloxacina e 193.906 prescrizioni di levofloxacina.

Durante cinque giorni di terapia i pazienti trattati con azitromicina avevano un rischio aumentato di morte cardiovascolare rispetto ai soggetti non in terapia antibiotica. Il dato si confermava anche rispetto ai pazienti trattati con amoxicillina. Una quota di pazienti tra quelli trattati con antibiotici macrolidi sarebbe a rischio di sviluppare un evento aritmico grave che in alcuni casi potrebbe essere fatale.
Tuttavia nei dati finora a disposizione ci sono delle situazioni da chiarire con degli studi più mirati. Per esempio si sono sollevati dei dubbi non trascurabili relativamente alla sicurezza di antibiotici di largo uso, nel frattempo l’invito è alla massima cautela.
Altri studi epidemiologici hanno fornito evidenze contrastanti riguardo un potenziale aumento del rischio di eventi cardiaci gravi a seguito dell’assunzione per via orale di antibiotici della classe dei macrolidi. In un recente studio pubblicato su Journal of America College of Cardiology sono state eseguite delle valutazioni di studi precedenti (dal 1° gennaio 1966 al 30 aprile 2015), che hanno messo in correlazione l’assunzione di macrolidi con i seguenti eventi: morte cardiaca improvvisa, tachiaritmie ventricolari, morte cardiovascolare e morte per tutte le cause. I soggetti che assumevano gli antibiotici macrolidi, rispetto a coloro che non assumevano tali agenti, presentavano un aumento del rischio di morte cardiaca improvvisa per tachiaritmie ventricolari, e per cause cardiovascolari in genere. Non sono emerse associazioni fra utilizzo di macrolidi e morte per tutte le cause. Questi dati indicano che gli antibiotici macrolidi sono associati con un aumento del rischio di morte cardiaca improvvisa e tachiaritmie ventricolari, e di morte per cause cardiovascolari, ma non con un incremento della mortalità globale.
Vi ricordiamo che per la corretta assunzione di un antibiotico è sempre indispensabile una prescrizione medica. Il vostro medico di fiducia o specialista sarà in grado di suggerire la terapia più giusta in base alla vostra storia clinica.

Bibliografia scientifica di seguito: